Perché lo scalare ha bisogno di tanta altezza
Visto di fronte, lo scalare è sorprendentemente sottile. Di lato, invece, il corpo occupa una superficie ampia, delimitata dalla pinna dorsale sul dorso e dalla pinna anale nella parte inferiore, dietro il ventre. Insieme alle lunghe pinne ventrali, gli conferiscono la sagoma caratteristica. Questa forma gli permette di muoversi agilmente tra steli e radici.
Da adulti misurano all’incirca dai 13 ai 15 cm di lunghezza. Nell’allestimento conta altrettanto l’altezza: con le pinne possono arrivare intorno ai 20 cm, anche di più in alcuni esemplari e nelle varietà con pinne lunghe. Uno scalare dovrebbe riuscire a girarsi e distendere le pinne senza urtare continuamente il fondo o gli arredi. Il suo modo tranquillo di nuotare non significa quindi che gli basti poco spazio.
Quale scalare stai per accogliere?
Pterophyllum scalare è un pesce sudamericano d’acqua dolce della famiglia dei ciclidi. In natura vive nella parte settentrionale del Sudamerica, anche nel bacino del Rio delle Amazzoni. Oggi la maggior parte degli scalari venduti per gli acquari proviene da allevamenti. La selezione ha prodotto varietà nere, dorate e marmorizzate, oltre ai pesci argentati con bande verticali scure.
Le altre due specie di scalari sono Pterophyllum altum, che raggiunge un’altezza nettamente maggiore, e Pterophyllum leopoldi. Ognuna ha esigenze proprie. Un nome commerciale particolare o pinne molto lunghe non bastano a riconoscere la specie. Prima dell’acquisto conviene quindi verificare il nome scientifico. È utile anche sapere dove sono cresciuti i pesci, a quale acqua sono abituati e che cosa mangiano già.
Un acquario alto con spazio per allontanarsi
Per una coppia adulta già affiatata puoi prevedere, per esempio, un acquario di circa 120 × 50 × 60 cm. Le misure indicano lunghezza, profondità dalla parte anteriore a quella posteriore e altezza. Il volume lordo calcolato è di 360 litri. Il volume effettivo d’acqua sarà inferiore, perché il fondo e gli arredi occupano spazio e la vasca non viene riempita fino all’orlo. L’altezza utile dell’acqua dovrebbe comunque lasciare ampio spazio ai pesci.
Piante alte e radici sistemate in verticale possono dividere l’acquario in più zone. Dovrebbero consentire a un pesce di passarvi dietro e uscire dalla vista dell’altro. Una sola pianta al centro offre ben poco riparo. Allo stesso tempo dovrebbe rimanere una zona continua e libera per nuotare. Superfici lisce e passaggi ampi tra le radici aiutano a evitare ferite alle lunghe pinne.
Questo esempio presuppone che i due pesci vadano già d’accordo. Due scalari scelti a caso non formano necessariamente una coppia. Per ospitare stabilmente un gruppo di adulti occorre prevedere molto più spazio, indicativamente nell’ordine dei 500 litri o oltre. Il numero di pesci dipende anche dalle dimensioni della vasca, dall’allestimento e dai rapporti tra gli individui.
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Quando i giovani diventano adulti
I giovani scalari possono crescere in gruppo e scegliere in seguito un compagno. Già prima dell’acquisto dovrebbe essere chiaro che cosa accadrà agli altri pesci quando le coppie inizieranno a difendere il proprio territorio. Una vasca in cui diversi piccoli scalari stanno bene all’inizio non sarà necessariamente sufficiente per gli stessi pesci da adulti.
Un breve inseguimento è diverso da un accanimento continuo. Se un pesce viene scacciato a ogni movimento, rimane sempre dietro il filtro o non riesce più ad arrivare al cibo, la situazione richiede un intervento rapido. Aggiungere barriere visive può aiutare. Se gli inseguimenti continuano, servono acquari separati e adatti, oppure uno dei pesci deve trovare un’altra sistemazione adeguata. La vasca prevista per una separazione dovrebbe essere riscaldata e avere un filtro biologico già funzionante.
Anche in una coppia affiatata i rapporti possono cambiare. Gli scalari non mantengono necessariamente lo stesso compagno per tutta la vita. Vale quindi la pena osservare entrambi durante i pasti e il riposo, anche se in passato hanno sorvegliato insieme le uova.
L’acqua calda da sola non basta
Per Pterophyllum scalare, da 25 a 28 °C è un intervallo utile come riferimento. Un termometro separato permette di controllare se la temperatura reale corrisponde a quella impostata sul riscaldatore. A molti scalari d’allevamento si adatta un’acqua tenera o moderatamente mineralizzata, con pH leggermente acido o neutro. Il pH indica quanto l’acqua è acida o alcalina. Un pH compreso tra 6,5 e 7 può essere un punto di partenza, da confrontare però con le condizioni a cui i pesci sono già abituati.
La durezza dell’acqua comprende due misure diverse. La durezza totale, o GH, descrive soprattutto la quantità di calcio e magnesio disciolti. La durezza carbonatica, o KH, indica quanto l’acqua riesce a neutralizzare gli acidi e a contrastare forti variazioni del pH. Andrebbero misurate entrambe. Se l’acqua del rubinetto è molto più dura di quanto sia adatto ai pesci, prima dell’acquisto conviene farsi consigliare su come prepararla.
Prima dell’arrivo dei pesci, l’acquario dovrebbe maturare senza animali. Durante questa fase si sviluppano batteri, soprattutto nel filtro, che trasformano ammoniaca e nitriti, sostanze dannose per i pesci. Esistono prodotti a base di ammoniaca specifici per la maturazione degli acquari, da usare secondo le istruzioni. Prima di inserire i pesci, controlli ripetuti effettuati secondo quelle indicazioni dovrebbero confermare che l’ammoniaca aggiunta viene trasformata e che nemmeno i nitriti sono più rilevabili. La nostra guida all’avvio dell’acquario spiega il procedimento e i controlli necessari.
La manutenzione comprende i test dell’acqua e cambi parziali, nei quali si sostituisce solo una parte del volume. Dedicare un momento fisso ogni settimana aiuta a notare eventuali variazioni. La quantità da cambiare dipende, tra le altre cose, dai pesci presenti, dall’alimentazione e dai risultati dei test. L’acqua nuova dovrebbe avere una temperatura adatta ed essere trattata contro il cloro quando necessario. Se i materiali filtranti vanno puliti, un risciacquo delicato nell’acqua tolta dall’acquario aiuta a conservare i batteri utili.
Continua a leggere: Allestire un acquario d'acqua dolce: vasca, filtro e acqua · Cura dell'acquario: acqua, filtro e pesci sotto controllo
I piccoli tetra possono diventare prede
In natura gli scalari mangiano anche piccoli pesci. Uno scalare dall’aria tranquilla può quindi considerare un neon o un giovane tetra cardinale come una preda. Vederli nuotare insieme all’inizio dice poco su ciò che lo scalare potrà inghiottire una volta cresciuto. Se desideri soprattutto un gruppo di piccoli tetra, è meglio scegliere altri compagni di vasca.
Può presentarsi anche il problema opposto: pesci che mordicchiano le pinne degli altri possono tormentare e ferire uno scalare. Nella scelta dei compagni contano quindi le dimensioni da adulti, il comportamento e bisogni simili per temperatura e acqua. Va considerato anche lo spazio necessario a ogni pesce in più. La definizione di pesce da comunità non risolve da sola questi aspetti. Le schede delle singole specie e la guida alla scelta dei pesci aiutano a trovare abbinamenti adatti.
Continua a leggere: Scegliere pesci d’acquario che possano vivere bene insieme · Tetra neon: gruppo, piante e valori dell’acqua · Tetra cardinale: acquario, acqua e convivenza con altri pesci
Che cosa osservare durante i pasti
Un mangime completo adatto agli scalari o a ciclidi tropicali simili può costituire la base dell’alimentazione. I granuli che affondano lentamente o le scaglie accettate volentieri dovrebbero avere dimensioni facili da ingerire. Piccole porzioni di cibo congelato, come dafnie, artemie o larve di zanzara adatte, offrono varietà. Le dafnie sono minuscoli crostacei d’acqua dolce, mentre le artemie sono piccoli crostacei d’acqua salata venduti come alimento per pesci.
Conta soprattutto che ogni pesce riesca davvero a mangiare, più che riempire di cibo un unico punto. Se c’è competizione, distribuire piccole porzioni in più zone può aiutare. Se uno scalare resta escluso, bisogna capire che cosa non funziona nella convivenza. I giovani hanno bisogno di piccoli pasti più frequenti rispetto agli adulti. Gli avanzi andrebbero rimossi prima che si decompongano e aumentino le sostanze di scarto nell’acqua.
Quando una coppia sorveglia le uova su una foglia
Prima della deposizione, una coppia spesso pulisce con cura una foglia larga o un’altra superficie adatta. La femmina vi depone le uova e il maschio le feconda. I genitori possono muovere le pinne per rinnovare l’acqua intorno alle uova e scacciare gli altri pesci. Una zona prima tranquilla diventa così un territorio difeso. A volte i genitori mangiano le uova, soprattutto nei primi tentativi.
Nei giovani scalari la forma della testa e delle pinne non permette di riconoscere il sesso in modo affidabile. In prossimità della deposizione è più facile osservare la papilla genitale, una piccola sporgenza sotto il corpo attraverso cui passano le uova o lo sperma. Sapere il sesso, però, non permette di prevedere se due pesci resteranno compatibili nel tempo.
Se vuoi allevare i piccoli, conviene preparare spazio aggiuntivo adeguato e alimenti molto fini per gli avannotti. Anche le persone disposte ad accoglierli in seguito andrebbero trovate per tempo. Una deposizione può produrre molti piccoli, che crescendo avranno bisogno di più spazio e cure. Osservare le attenzioni dei genitori è affascinante, ma la decisione di allevare la prole dovrebbe precedere il primo tentativo di riproduzione programmato.
Notare presto i piccoli cambiamenti
Il controllo quotidiano dell’acquario dovrebbe comprendere, oltre alla temperatura, anche l’osservazione dei pesci. Respirano entrambi come al solito, tengono le pinne normalmente e si avvicinano al cibo? Se uno scalare si nasconde all’improvviso, respira più rapidamente o ha le pinne danneggiate, la causa può essere un problema dell’acqua, un conflitto o una malattia. Conviene quindi controllare sia i valori dell’acqua sia il comportamento dei compagni. Se le anomalie persistono o ci sono ferite, è opportuno chiedere aiuto competente, rivolgendosi a un veterinario esperto in pesci quando si sospetta una malattia.
Poche note aiutano a seguire l’evoluzione. Sono utili la data, i risultati dei test, l’ultimo cambio d’acqua e un’osservazione precisa. Per esempio: oggi il pesce più scuro è stato allontanato dal cibo due volte. In seguito sarà più facile ricostruire quando è iniziato il cambiamento e che cosa è stato modificato nell’acquario da allora.
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Domande frequenti
Posso mettere insieme due scalari qualsiasi?
Due pesci non formano automaticamente una coppia affiatata. Per gli adulti conviene scegliere una coppia che vive già insieme e informarsi sul suo comportamento. Anche in quel caso è bene osservare se entrambi riescono a mangiare e riposare senza essere disturbati. Se i conflitti continuano, serve una possibilità adeguata di separarli.
360 litri bastano per un gruppo?
L’esempio di 120 × 50 × 60 cm, pari a 360 litri lordi calcolati, riguarda una coppia adulta già affiatata. Non è una raccomandazione per un gruppo permanente di scalari adulti. Per un gruppo va previsto molto più spazio, indicativamente nell’ordine dei 500 litri o oltre, con altezza sufficiente, ripari e una soluzione per gli individui incompatibili.
Gli scalari possono vivere con neon o tetra cardinali?
Gli scalari adulti possono mangiare i piccoli tetra. I tetra giovani sono particolarmente vulnerabili. Anche se all’inizio la convivenza funziona, le differenze di taglia possono cambiare. Gli scalari non sono quindi una scelta affidabile per un acquario dedicato a questi piccoli pesci che vivono in gruppo.
Gli scalari dorati o marmorizzati sono specie diverse?
Le comuni varietà di colore allevate in cattività appartengono a Pterophyllum scalare. Pterophyllum altum e Pterophyllum leopoldi sono invece specie distinte. Prima dell’acquisto conviene verificare il nome scientifico, perché un nome commerciale da solo non identifica con certezza la specie e le sue esigenze.
Uno sguardo più da vicino
Fonti e crediti fotografici
- Eschmeyer's Catalog of Fishes: PterophyllumCalifornia Academy of SciencesQuale scalare stai per accogliere?
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- Angel FishAquarium IndustriesPerché lo scalare ha bisogno di tanta altezza · Quale scalare stai per accogliere? · L’acqua calda da sola non basta · I piccoli tetra possono diventare prede · Che cosa osservare durante i pasti
- Angel Fish: Pterophyllum scalareMaidenhead Aquatics / FishkeeperQuale scalare stai per accogliere? · Un acquario alto con spazio per allontanarsi · L’acqua calda da sola non basta · I piccoli tetra possono diventare prede · Che cosa osservare durante i pasti · Quando una coppia sorveglia le uova su una foglia
- How to look after American cichlidsOrnamental Aquatic Trade AssociationL’acqua calda da sola non basta · Che cosa osservare durante i pasti · Notare presto i piccoli cambiamenti
- Artgerechte Haltung, Pflege und Fütterung von SkalarenJBL, Tim WierczinskiPerché lo scalare ha bisogno di tanta altezza · Quale scalare stai per accogliere? · Un acquario alto con spazio per allontanarsi · Quando i giovani diventano adulti · I piccoli tetra possono diventare prede · Quando una coppia sorveglia le uova su una foglia
- Skalare verhalten sich apathischsera, Dr Bodo SchnellUn acquario alto con spazio per allontanarsi · Quando i giovani diventano adulti · Notare presto i piccoli cambiamenti
- Mating system of the amazonian cichlid angel fish, Pterophyllum scalareBrazilian Journal of Biology, Cacho and colleaguesQuando i giovani diventano adulti · Quando una coppia sorveglia le uova su una foglia
- How to set up and look after a freshwater tank / aquariumOrnamental Aquatic Trade AssociationL’acqua calda da sola non basta
Crediti fotografici
Foto: Fresh Water Fish in Close Up Photography · Jeffry Surianto · Pexels License. Formato dell’immagine adattato.
Foto: Close-up of Golden Angelfish in Aquarium · Kostiantyn Klymovets · Pexels License. Formato dell’immagine adattato.
Foto: Close-up of Marble Angelfish in Aquarium · Berna · Pexels License. Formato dell’immagine adattato.
Foto: Close Up Photo of a Freshwater Fish · Jiří Mikoláš · Pexels License. Formato dell’immagine adattato.






